L’Associazione “L’ISOLA CHE NON C’E’” ha come destinatari ragazzi disabili e ragazzi “normodotati” interessati a compiere un’esperienza divertente e formativa dal punto di vista sociale, attraverso la partecipazione a laboratori di “arteterapia” .

Il senso di disagio che spesso avvertiamo quando ci troviamo a contatto, o sole nelle vicinanze, di una persona diversamente abile, è frutto della mancanza di conoscenza di una realtà diversa da quella nella quale siamo abituati a vivere ed agire.

Ciò che non conosciamo ci intimorisce e quindi cerchiamo di non affrontarlo, possibilmente di evitarlo.

Nel corso di una premiazione organizzata dall’associazione “La Stecca” di Como, destinata ad alcune realtà del territorio operanti nel sociale, il presidente di una di queste, che come noi si occupa di ragazzi disabili, ha quasi gridato una frase che ci ha fatto ulteriormente e profondamente riflettere:

- è ora di finirla di nascondere noi ed i nostri figli, la disabilità non è ne una colpa ne un peccato, dobbiamo trovare il coraggio di mostrarci senza vergogna, facendo si che tutti imparino ad accettarci per quello che siamo e per il contributo umano che, nonostante le nostre “diversità”, possiamo offrire alla collettività.

Quel “grido di dolore”, così crudamente lanciato dal nostro collega, ci ha indotto alla ricerca di una strada che potesse contribuire al raggiungimento dell’obiettivo da lui manifestato.

E’ per questo che lo scopo che ci siamo prefissi con questo progetto è quello di “informare” il maggior numero di “utenti” possibile (compatibilmente con le nostre capacità/possibilità e nell’ambito territoriale nel quale operiamo) circa le opportunità che il contatto con persone diverse da noi può offrire ad entrambe le parti; in sintesi, mentre una persona diversamente abile trae indubbio vantaggio sia morale che materiale dall’interazione con normododati, questi ultimi acquisiscono un patrimonio interiore immenso man mano che si addentrano e scoprono un mondo che, se correttamente frequentato, risulta ricco di esperienze difficilmente ed in altri ambiti raggiungibili.

Siamo partiti dalla nostra esperienza che consiste nello sviluppo di attività ludico/artistiche/didattiche (teatro, danza e musica), svolte in collaborazione da gruppi di ragazzi diversamente abili e normodotati, che improvvisano, interpretano, si scambiano i ruoli, elaborano storie che poi vengono drammatizzate, interagendo, aiutandosi,  divertendosi ed ottenendo miglioramenti sensibili nell’ambito dell’integrazione, dell’espressione di se e della socializzazione.

La convinzione che già era in noi, e cioè che il frutto di questa esperienza non dovesse rimanere chiuso nei locali della nostra associazione, ma essere viceversa messo a disposizione della comunità, si è ulteriormente rafforzata e ci ha spinto a sviluppare un’attività didattica nei confronti di quei soggetti (studenti in genere), che riteniamo possano essere maggiormente ricettivi, in funzione della giovane età e dell’ancora scarso condizionamento ricevuto dalla società e dall’ambiente che li circonda; riteniamo altresì che questo processo possa generare risultati anche trasversali, mediante il contatto con altri amici e compagni e verticale/inverso (dal basso verso l’alto) ipotizzando che l’esperienza dei figli possa poi essere trasmessa ai genitori.

Gli obiettivi che ci prefiggiamo sono i seguenti:

- valorizzare le attività di gruppo

- informare e sensibilizzare bambini, ragazzi e adulti sul problema della disabilità

- coinvolgere altre persone e condividere l’esperienza
 


Ultimo aggiornamento ( Sabato 23 Maggio 2009 08:00 )